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Destinazioni > Siberia > Siberia: Omsk e Novosibirsk

Giorno 7

17 agosto: Omsk

Questa sera si partirà per Novosibirsk, Daniele come il solito ha la giornata tutta impegnata a scaletta con i vari appuntamenti con le ragazze conosciute in questi giorni, non sono appuntamenti d’addio perché si ritorna.
Anche oggi si va per barettini e chioschetti, questa volta evito di recensirli o nominarli perché non sarebbe di nessuna utilità al lettore in quanto ho capito che bene o male qui tutti i locali sono carini e in particolare si mangia ovunque discretamente e si spende poco.
Per la città è bello anche solo passeggiare, in centro c’è tanto verde, la gente è giovane e cordiale e ogni pretesto è valido per far nuove amicizie, è così che due biondissime siberiane che vivono in un piccolo paesino nei boschi, ci invitano per il giorno venti ad andare da loro in quanto c’è una festa: “il compleanno del villaggio”, ne approfitto per precisare che in Russia il compleanno di città e paesini, viene sempre festeggiato con sagre e feste popolari (a base di vodka), per le città più grosse, se si tratta di compleanni per i centenari della fondazione, si organizzano addirittura giubilei ricchi di ogni sfarzo, insomma i compleanni delle città sono un po’ come la festa del patrono in Italia .
La differenza tra la gente che vive nelle città e quella dei villaggi si evidenzia nel vestire, sicuramente chi vive nei villaggi é lontano da concetti come essere treandy e alla moda, d’altronde nelle campagne la popolazione è di tipo contadina, e se non è contadina è comunque abituata a lavori umili magari in miniera o simili.
Le ragazze dei paesini (che a volte sono comunque bellissime), oltre a non essere alla  moda sono meno curate, più rozze e sicuramente non linde, tant’ é che con le ragazze di Omsk si è scherzato dicendo che se si sarebbe andati al villaggio fuori città, si sarebbe dovuto portare anche spugne e detergente per pulire le fanciulle.
In serata finalmente si parte per raggiungere Novosibirsk in treno, la tratta percorsa è la famosissima transiberiana, il viaggio dura circa 7 ore, e può risultare folcloristico non tanto per i paesaggi attraversati, ma per i personaggi incontrati e conosciuti. I nostri compagni di viaggio sono stati rispettivamente un ufficiale coreano con il corpo tappezzato di cicatrici subite in guerra, e un attore del teatro divenuto famoso a seguito di una pubblicità televisiva per dei pilmeni (ravioloni). E’ inutile precisare che vodka e birra volavano via a litri, il russo ubriaco assume generalmente un tono bonaccione e cerca di coinvolgere nella bevuta chiunque rimane a raggio. Non sono mancati anche episodi del tipo che la persona di fronte a me non trova più i propri bagagli, va a fare denuncia e poi quando torna gli chiedo: “Non sono per caso quelli appoggiati sul sedile al tuo posto?”, - “ah si sono questi, grazie..”.
Un poliziotto durante il controllo passaporti, guarda in maniera minacciosa l’attore seduto di fronte a me e gli dice, ti riterremo responsabile di ogni azione dello straniero italiano seduto davanti a te, se combina qualche cosa arresteremo te al suo posto!

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