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Giorno 3

13 Agosto: Omsk

Omsk

Omsk

Una precisazione a questo punto è d’obbligo, lo scopo unico di questo viaggio è assaporare e vivere in luoghi unici, per noi lontani non solo fisicamente ma anche concettualmente, e tutto ciò crea quel fascino che rende un viaggio interessante e ricco d’emozione, nonostante questa precisazione non è possibile nascondere che le ragazze per forza di cose si intersecano qui nel vivere quotidiano, e quindi prevedo che saranno un elemento conduttore delle nostre giornate qui in Siberia. Sicuramente il sottoscritto non ha motivo di venire qui da San Pietroburgo per le ragazze, immaginatevi che a vivere in Russia le ragazze sono un po’ come mangiar la cioccolata dopo che hai appena fatto indigestione: Dopo un po’ ti vien la nausea (questo spiega anche il motivo per cui i russi non trattino le donne con tutte le attenzioni consone agli uomini che vivono in Italia).
Al risveglio Daniele si ricorda che alle 17 ha un appuntamento con una sua amica, occorre quindi scappare in modo da non far tardi (manca poco alle 17), lo accompagno fino ai pressi del luogo dell’incontro, poi mi allontano in modo da lasciarlo solo, vado a comprare una SIM locale per non rimanere in roaming, le commesse in modo scorbutico mi dicono che senza la fotocopia del passaporto e la registrazione della carta d’immigrazione non è possibile, poi mentre sto uscendo la commessa più carina mi chiama dicendo che me l’avrebbe venduta ugualmente intestando la tessera a proprio nome, espletiamo tutte le formalità, attivo il trasferimento di chiamata del numero di casa sul cellulare con la nuova scheda (in modo da essere reperibile con il mio numero abituale), e con sorpresa la commessa mi regala una seconda SIM (che ci farò poi con due schede?), faccio nuovamente per uscire e mi chiamano nuovamente per regalarmi la penna con la pubblicità del negozio, faccio chiaramente finta d’apprezzare il dono ma poi questa volta scappo in modo da evitare altri omaggi, non si sa mai dove si va a finire...
Ecco che appena uscito Daniele mi contatta telefonicamente e questa è anche la prima chiamata che ricevo sulla nuova SIM: “Andrea senti, Nastia ha portato anche la Sorella, che fai, ti unisci a noi? Ok, dai, ti raggiungo”, figuriamoci se Nastia poteva venire all’appuntamento a mani vuote! Secondo la più genuina tradizione popolare si è portata anche la sorella da omaggiare al sottoscritto, e via quindi si va tutti a visitare il negozio di giocattoli (enorme in un centro commerciale in stile sovietico), e poi subito a cena in un localino accanto al circo (sul lato destro), localino in cui ho mangiato veramente bene, se al lettore dovesse capitare di passare da quelle parti consiglio di provare la “carne di manzo alla messicana”: Una sorta di bistecca  piccantina tenerissima ripiena di verdure, ma anche i shshlick (gli spiedini russi), non son male. Chiaramente nel locale ci fanno accomodare nell’area VIP, e come poteva essere altrimenti? Strano come anche qui i locali hanno tutti l’area VIP, probabilmente riservano una zona alle persone “very important” che prima o poi passeranno da queste parte, non si sa mai! Comunque loro sono pronti anche a questa evenienza.
Ok, usciti dal locale, “ciao e buona sera” e ci si stacca quindi dalle ragazze, da ora in poi siamo liberi, e particolare non da ridere è che oggi è sabato. Visto che fino a questo momento le giornate sono state organizzate esclusivamente da Daniele, decido di prendere in mano la situazione e essere io per una volta a dirigere la serata a modo, mio, ovvero si va a vedere anche i postacci, si parte subito per la zona vicino casa (il mercato), dove nei pressi troviamo un locale cinese (una specie di ristorante dal nome “cafe kitaiskoe” molto alla buona), dove facciamo un ultimo pasto veloce in modo da caricarci energeticamente (devo dire che qui facciamo una vita molto sregolate, del tipo che ci si sveglia tardi, e poi se capita si fa colazione, pranzo, merenda e cena nell’arco di un paio d’ore (comunque per noi è normalissimo e il problema non ce lo siamo proprio posti). Al cinese con abbiamo mangiato in 2 con la modica cifra di 120 rubli (3 €).
Nel tragitto tra il mercato e casa individuiamo un  localino (dal nome “Lavr”) carino in un vicolo che sembra ideale per le imboscate, una sorta di pub discoteca casereccia, ora si va a riposarci un po’ e poi si va in questo locale, luogo in cui avrà inizio un frenetico sabato sera.
E’ da quando sono arrivato che ho voglia di andare a vedere i postacci, ma un postaccio di quelli proprio brutti, quindi a un ora non precisata della tarda serata, fermo una macchina di quelle scassate, e chiedo all’autista di portarci in un posto malfamato in cui lui non ci andrebbe mai, caso vuole che non conoscesse posti malfamati, tuttavia ci consegna a un ragazzo messo malissimo che puzzava d’alcol e con una macchina che stava in piedi tenuta dal “fil di ferro”. Si parte e ci lascia davanti a un locale che si chiama D.K., sa sigla sta per (casa della cultura) “Dom Kulturi im.Kosizkogo”, non lasciatevi ingannare dal nome, il posto a prima vista risultava il postaccio più postaccio che abbia mai visto, chiaramente li si gira sempre in campana e col coltellino a serramanico sempre pronto a scattare. Li di russi slavi nemmeno l’ombra, il locale è frequentato da asiatici dall’aspetto orientale (simili ai cinesi sia per statura che per aspetto), l’impressione era quella di trovarsi nella periferia malfamata di Saigon. Tento un approccio ma evidentemente la diffidenza e tanta e probabilmente anche la mentalità di questa gente si differisce enormemente da quella dei russi slavi che conosco, a questo punto prima di andarsene vado a conoscere il DJ con il quale scambio una piacevole chiacchierata.
Non credevo che in Russia ci fossero locali frequentati solo da persone di una certa etnia, a San Pietroburgo questo non accade, la divisione non è etnica ma di livello sociale, questa cosa mi fa riflettere, probabilmente per via del forte senso di razzismo i russi non slavi qui vengono emarginati e c’è quindi una sorta di fenomeno di ghettizzazione.
Ora si parte alla volta del club “Epizentr” sito all’ultimo piano di un centro commerciale nei pressi del centro cittadino. Il club si rivela carino, ben frequentato anche se non mancano eccezioni, chiaramente non si tratta di un locale a livello di quelli che si incontrano nelle grosse e ricche metropoli russe, ma sicuramente superiore ai locali che mi ricordo d’aver visto in Italia, perlomeno come quantità di ragazze, e gente allegra. Daniele ha trascorso tutto il tempo con gli occhi fuori dalle orbite... comunque sia una precisazione a questo punto è d’obbligo: Nell’entroterra russo è consigliabile avvicinarsi per gradi, potrebbe essere fatale giungere qui direttamente dall’Italia, occorre farsi prima un giorno in qualche posto dell’est Europa più occidentalizzato (per esempio la Croazia, o le Repubbliche Baltiche), in modo da ambientarsi ed arrivare per gradi, altrimenti il rischio è di non reggere allo shock.
Da questo racconto volutamente ometto di narrare episodi o fatti intimamente personali, anche perché non è questo lo scopo prefissato, tuttavia gli episodi, eccome se esistono!
Ora si è fatta mattina e si rientra alla base, si va subito a letto, mi addormento come un sasso ma all’improvviso ecco che vengo svegliato di soppiatto delle urla della vicina: Purtroppo in Russia tante hanno il brutto il vizio che quando trombano al posto di gemere urlano, poi le pareti delle case non sono di certo insonorizzate!
A questo punto buona notte e incomincia un altro giorno!

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