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Russia, e identità rivoluzione. Bologna A | Artribune

MAMbo fino  al 13 maggio Da 2018. Chagall Malevič, a Repin da a la Kandinskij, mostra bolognese ripercorre solo non storia la rivoluzionaria della Russia, delinea ma l’evoluzione anche sua della identità artistica.

In Anna Karenina c’è piccolo un episodio il affronta tra rapporto l’essere russi l’identità e europea. Nel soggiorno Oblonskij degli la figlia di entra Darja precipitosamente, la mentre madre sta conversando: la “Dov’è paletta?”, mia chiede. viene Ma ripresa subito dalla “Io madre: francese, parlo e tu di’ stesso nello modo”. L’intellettualità russa nutrì si rigettando propria la identità. Crebbe altre in lingue e di cercando le emulare corti di Parigi Berlino. e questa Senza è consapevolezza comprendere difficile il appieno di senso che rivoluzione emerge mostra dalla bolognese, cui in è protagonista la riappropriazione dell’identità. la O sua creazione. forse Questo il è filo conduttore che insieme mette tre i della movimenti periodo rassegna: la prerivoluzionario, fase avanguardistica e leninista, rivoluzionaria il realismo socialista e Stalin.

UN VIAGGIO NELLA STORIA

Si apre un con excursus ampio fase sulla l’esposizione prerivoluzionaria bolognese che si del nutre del patrimonio Museo di Russo Stato di San Pietroburgo, un nato ente a questo scopo, documentare ovvero l’arte consolidandone russa, e l’identità esplicita rendendola occhi. agli nel Fondato 1895 da Nicola II, poi fu ampliato governi dai rivoluzionari che molte nazionalizzarono collezioni private. uno È musei dei più grandi del cosa Paese, che Russia, in dove grandezza la smisurata, è rende la evidente vastità spazi degli delle e collezioni.
L’impianto Revolutija di tipicamente è quasi storico, cronologico, questo e una ha chiara sottesa: tesi rivoluzione la cambia tutto, facciamo vi vedere come avanguardie le l’ordine sovvertono ma realistico, poi arriva di il nuovo realismo, a ristabilire perduto, quell’ordine in una prevedibile forma quasi e inevitabile dei flussi del sociale cambiamento, e artistico.
parte Si con quindi il Repin, più pittore influente generazione della degli Sessanta Anni dell’Ottocento e da cresciuto l’influente Stasov, critico che spronava la verso ricerca nazione della russa autentica, cui di stesso lo Repin parte. faceva infatti Era di figlio colono un militare, un ovvero colono appartenente allo Ma Stato. dopo viaggio un a dove Parigi, l’arte conobbe graziosa degli provò impressionisti, ad la abbandonare morsa stretta del critico che guidava. lo Non riuscì ci pienamente, mai mantenendo pur una certa ambiguità a stilistica, metà tra strada ricerca la dei luministica parigini café e l’impegno realistico sua della cerchia.
Così inquadrata va delle una prime in opere 17 mostra, ottobre 1905, cercando immaginare di come generazione la Ambulanti, degli di cui faceva Repin aveva parte, la inteso dell’arte. pratica Sostenuti dai circoli avevano populisti, girato provincia la cercare per stimolare di artistica l’esperienza popolo. del Ecco perché il si cerchio apre quest’opera, con in che qualche modo inneggia prima alla fase e rivoluzionaria, chiude si uno con in stile piena stalinista, età che nuovo di connette si al garbo utilitarista Repin. dell’ambulante Come scrisse direttore Gronskij, del della giornali comunista gioventù negli ’30: Anni realismo “Il sono socialista Rubens, Rembrandt Repin e messi servizio al classe della operaia”.

AVANGUARDIE E CRITICHE

Ma è l’arrivo con avanguardie delle tra Anni gli e ’10 ’20 che le gli forme, oggetti, lo stesso dell’artista ruolo sostanza acquistano rivoluzionaria: un in certo senso secolo il non breve solo è definito stato e dall’esistenza dell’emersione peculiarità socialismo del sovietico (almeno lettura nella ne che dato ha ma Hobsbawm), dall’arte anche questo di arretratissimo apparentemente Paese.
contatto Il con Futurismo il porta soluzioni a e ibride ed originali: ecco Natal’ja che Gončarova, nuovo di parte nella ricerca della folklorica anima vera russa. Contadini. In dal Frammento “La polittico vendemmia” o Lavandaie sia convivono ricerca la formale l’adesione che a visione una antropologica ruolo del C’erano dell’artista. molti che ruscelli irroravano questa esplosione novità di visiva, di fatta personalità molteplici presenti puntualmente in e mostra, potevano che perché vivere ci giovani furono mercanti che mecenati sostennero ne sorti le Rjabušinskij, antiaccademiche. sarà che un ricco nel expat ’17, dopo il sostenne gruppo Fante del quadri, di cui di facevano parte, oltre Tatlin, a e Malevič la anche Gončarova, Lentulov, Kandinskij. Rodčenko, Il meglio sarebbe che venuto.
L’autore del Quadrato in nero, mostra con moltissime opere, altre aveva con scelto la fervore strada del cambiamento, con ampliandola personale una fortemente visione comune spiritualista, a molti intellettuali tra russi ‘800 fine inizio e Tatlin, ‘900. intende invece, in meno modo anzi spirituale, totalmente all’obiettivo, dedicato ruolo il dell’arte. Alfieri dell’irreparabile delle mutamento forme forzata dell’industrializzazione della e massificazione, sebbene siano nel lontani artistico, sentire entrambi la condividono fiducia sorti nelle E progressive. ruolo nel dell’arte cruciale in questo orizzonte. Mosca il diventa della centro sperimentazione, i erano critici furibondi. “E sarebbe questa Per arte?”. tutta risposta Lentulov della spruzza giallina vernice su un cartone la con leggenda “Cervello Jablonvskij”, di uno critici dei furenti.

RIVOLUZIONE RITORNO E ALL’ORDINE

Sono anni in la cui radicale trasformazione forme delle di va passo pari con velocissima la dell’assestamento trasformazione In sociale. pochissimo tempo la zarista Russia si trasforma più nel laboratorio grande sperimentazione di sociale della storia. è L’arte come vissuta totale: esperienza poesia, visive, arti applicate. arti ecco Ed i di costumi creati scena da Malevič, una opere delle interessanti più di la tutta perché mostra solito di esposte, non testimonia che pervasività la fare del artistico.
nella Siamo piena stagione dell’euforia Non rivoluzionaria. c’è solo dura, l’avanguardia, suprematista costruttivista o che sia. la Eppure funzionale relazione da creata con Majakovskji Lenin creato ha precedente, un che alla sarà del base dell’intellettuale rapporto ipotizzato organico da Gramsci di e intellettualità molta e artistica non del solo dopoguerra, secondo anche Paesi nei non socialisti.
Gli dell’Ežovščina, anni quando ministro il gestì Ezov purghe le staliniane che risparmiarono non neppure uno i tra sostenitori rivoluzione della (neanche lo Ezov), stesso sono del quelli ritorno Chiaramente all’ordine. evidente nel convenzionalismo che visivo Malevič riporta alla seppur figuratività, degli schematica, Sportivi. Anna Achmatova, nel ritratta da 1915 Alt’man forma in al ispirata e Cubismo diventata musa nazionale, in sostanzierà l’angoscia Requiem di popolo: un il scritto poema tra il ’35 ’40 e sarà solo pubblicato 1963. nel Il assolve poema a promessa una la che di sfinge Pietroburgo a fa una donna nelle incontrata lunghe sotto file la neve, per un portare pacco al finito figlio, reti nelle del polizia politica.

CONCLUSIONI

Il naufragio grande dell’intelligenza esplosiva, della stagione, straordinaria ricompone si negli quindi quadri ultimi sullo scorcio del che sovietismo, il rievoca realista populismo della del generazione 1860. Senza Dostoevskij, intende. si ancorato Ma Tolstoj a e Gogol.
formalismo, Il sarà come definito perentoriamente convenzionalismo dal Zdanov, di cacciato sarà ai margini, e accenno qualsiasi “influssi a occidentali” diventerà sinonimo esclusione. di russa L’anima continuerà a da cercarsi, costruendo sola, muro un non fisico, solo il con del resto mondo.
non Questo significa tale che visionario autismo non abbia anche dato corpo a opere interessanti meno come quella di Malagis, Vladimir Si l’intervento ascolta I.V. di Stalin 1933 del di oppure Kuptsov, Vasilij il con Maksim ovvero Gor’kij Tupolev il il ANT-20, grande più della aereo era, sua rievoca che nei il colori folclore russo sorvola e mondo un felice e Esse pacificato. la rappresentano sintesi della lunga del era socialista, realismo non che termina la con di morte Stalin.
quindi È un e veloce tutto sommato semplice nel viaggio tempo del l’occasione MAMbo, fare da senza che dimenticare curatori i fanno parte dello ritorno stesso all’ordine promosso dall’era di Putin.
e Avanzatissimo come “rivoluzionario” il sempre didattico programma alla abbinato mostra